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La città di malo

Un po’ di storia

Il comune di Malo, situato nella provincia di Vicenza, nel Veneto, ha una storia antica e affascinante che risale all’epoca romana. Le prime tracce di insediamenti umani nella zona risalgono al periodo preistorico, come dimostrano alcuni ritrovamenti archeologici.

Durante l’epoca romana, Malo era un importante centro abitato lungo la strada che collegava la pianura padana con l’Altopiano di Asiago. La presenza romana è testimoniata da ritrovamenti di monete e reperti archeologici. È probabile che Malo abbia svolto un ruolo strategico come punto di sosta lungo le rotte commerciali dell’epoca.

Nel corso dei secoli, Malo passò sotto il dominio di diverse famiglie nobiliari.
Durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, Malo era un importante centro manifatturiero, noto per la produzione di tessuti di lana e seta. Questo portò prosperità economica alla città e favorì lo sviluppo di una classe mercantile e di una ricca borghesia.

Nel corso del XIX secolo, Malo visse un’ulteriore espansione economica grazie all’industrializzazione. La presenza di mulini, filande e tessiture diede impulso all’economia locale e contribuì alla crescita della popolazione. L’architettura industriale dell’epoca, come i vecchi stabilimenti tessili, testimonia ancora oggi l’importanza di questo periodo.

Durante il XX secolo, Malo subì gli effetti delle due guerre mondiali e delle trasformazioni socio-economiche. Tuttavia, la città è stata in grado di preservare il suo patrimonio storico e culturale, conservando importanti testimonianze del passato.

Oggi, Malo è una vivace comunità che conserva il suo fascino storico. La città è caratterizzata da un centro storico affascinante, con edifici storici, strade acciottolate e piazze pittoresche. La storia di Malo è ancora visibile nelle chiese antiche, nei palazzi nobiliari e nei monumenti che arricchiscono il panorama urbano.

Le frazioni

Il comune di Malo vanta tre affascinanti frazioni che aggiungono ulteriore fascino al territorio circostante. Ognuna di queste frazioni ha la propria identità unica e offre esperienze e paesaggi diversi.

Case di Malo: Situata a nord del centro di Malo, Case di Malo è una suggestiva frazione immersa nel verde. Caratterizzata da una campagna ricca di vigneti e oliveti, offre una vera immersione nella tranquillità e nella bellezza della natura. I visitatori possono godere di piacevoli passeggiate lungo sentieri e strade panoramiche, ammirando i paesaggi collinari e respirando l’aria fresca. Case di Malo ospita anche alcune aziende agricole che producono pregiati vini locali e olio d’oliva.

Molina di Malo: Situata a sud-ovest del centro di Malo, Molina di Malo è una frazione caratterizzata da una bellissima cornice naturale. La frazione si estende lungo la riva del fiume Astico. La zona attorno a Molina di Malo è ideale per escursioni a piedi o in bicicletta lungo i sentieri che seguono il corso del fiume.

San Tomio di Malo: Situata a sud-est del centro di Malo, San Tomio di Malo è una piccola frazione immersa nel verde delle colline. Caratterizzata da panorami suggestivi e da una pace rurale, questa frazione è ideale per coloro che desiderano rilassarsi e godersi la bellezza della campagna veneta. San Tomio di Malo offre anche la possibilità di esplorare antichi sentieri e di ammirare gli splendidi paesaggi circostanti. La frazione è anche famosa per la sua chiesa, la Chiesa di San Tomio, un piccolo gioiello architettonico che merita una visita.

Le frazioni di Case di Malo, Molina di Malo e San Tomio di Malo offrono agli abitanti e ai visitatori un’opportunità di immergersi nella bellezza e nella tranquillità della campagna veneta. Ogni frazione ha il proprio fascino distintivo, che si manifesta attraverso la natura incontaminata, le architetture tradizionali e le tradizioni rurali. Esplorare queste frazioni è un modo meraviglioso per scoprire la vera essenza di Malo e apprezzare la sua ricchezza paesaggistica e culturale.

Da visitare

La Chiesa di Santa Libera è l’antica Pieve di Malo, che è stata rinnovata nelle strutture dal 1721 al 1897. Questa chiesa è di particolare valore artistico e custodisce opere di grande importanza. Tra queste, spicca la Madonna con il Bimbo, un capolavoro in pietra realizzato dalla bottega di Bernardino e Tommaso del Pedemuro. Altri elementi di rilievo sono l’altare delle stelle (o dell’Addolorata) del 1670, la Cappella del Crocefisso (1690) e quella di Santa Libera (1739) con un’immagine postgiottesca. Lungo la salita al Santuario, è possibile ammirare anche la Monumentale Via Crucis, che presenta formelle in bronzo realizzate da Guido Cremasco nel 1952.

La Chiesetta di San Bernardino (ora Sala Consigliare), di stile gotico, era originariamente l’edificio religioso del Comune. Costruita nel 1456 sul sito di un’antica cappella, si trova accanto all’Ospitale. Il sacerdote, eletto dal Comune, aveva l’incarico di istruire i giovani e assistere i bisognosi. All’interno della chiesa si possono ancora osservare tracce di antichi affreschi. Degno di nota è il ritratto arguto di San Bernardino.

La chiesa di San Francesco, situata in via Muzzana, presenta un campanile di stile gotico risalente al 1460, che un tempo era accanto alla Chiesa di San Giacomo. Dalla Chiesa di San Giacomo è stato recuperato l’affresco con il Padiglione. Nel 1507, Francesco Muzan eresse la chiesa in stile Rinascimentale, probabilmente su progetto di Rocco da Vicenza. All’interno, si possono ammirare una fascia con grottesche tardogotiche del 1507, l’antico Fonte della Pieve e tele settecentesche.

La Chiesa di San Nicola, situata in via Porto, fu voluta per testamento da Nicolò da Porto nel 1537. Tuttavia, fu realizzata molto più tardi, all’inizio del XVII secolo, da suo nipote Don Giampaolo. La chiesa è stata costruita insieme all’adiacente abitazione, che in passato fungeva da residenza del cappellano e ora ospita un centro di ritrovo per gli anziani. Al suo interno, si può ammirare una pala d’altare del Maganza raffigurante San Nicolò.

Il Duomo di Malo, progettato dall’architetto neopalladiano L. De Boni, è un imponente monumento che si distingue per la sua maestosità classica e austera. Sugli altari e sulle pareti, si possono ammirare una serie di dipinti realizzati dai più noti maestri dell’Accademia Veneziana, come Molmenti, Roi, Busato, Grigoletti e Zona. All’interno della sacrestia del Duomo, sono custodite tele provenienti dalle chiese di San Benedetto, di Santa Maria del Castello e di San Bernardino. Tra queste opere, si possono ammirare la Pala dell’Assunta del De Pieri, i dipinti di Sant’Antonio, di San Gaetano e La Strage degli Innocenti di G. Carpioni, nonché la pregevole Annunciazione di G. Apollonio, genero di Jacopo Da Ponte, detto il Bassano.

Capovilla è rinomata per la storica residenza dei Morandi Bonacossi, discendenti dei Muzan. All’interno della residenza, si possono ammirare un pozzo e una colombara risalenti al Quattrocento. Il porticale colonnato, invece, è stato realizzato nel secolo successivo.

La Casabianca, un tempo una fattoria ottocentesca del Montecio, ospita ora una prestigiosa collezione di Grafica Contemporanea e ospita numerose iniziative culturali.

All’inizio del Settecento furono costruiti Palazzo Galdioli Gualtiero in Via Muzzana e Palazzo Di Velo Cera in Via Chiesa. Palazzo Muzan ai Pini, invece, risale allo stesso secolo ed è stato costruito vicino alle strutture di un Casale del Cinquecento.

Tra gli edifici più antichi si trova la Vicarìa, oggi conosciuta come Palazzo De Zen Grendene: forse Sala della Curtis. Questo edificio fu la residenza di Enrico Scrovegni e di suo genero Vitaliano De Lemici, usurai padovani condannati da Dante nel XVII canto dell’Inferno. La facciata e il portico colonnato risalgono agli inizi dell’Ottocento. Palazzo Corielli, invece, fu costruito alla fine del medesimo secolo ed è ora la sede del Museo della serica e della laterizia.

Villa Castellani Fancon fu edificata nel 1775 sulle dimore medievali dei Muzan. La facciata neoclassica, progettata da L. Dalla Vecchia, è del 1862. I Giardini all’italiana, con la Serra e il Parco Romantico, disegnati da A. Caregaro Negrin, sono stupefacenti. All’interno della villa, si possono ammirare pregevoli affreschi e dipinti di G. Busato e L. Giacomelli.

Villa Zerbato Clementi, attualmente dignitosa sede della Biblioteca, è un insieme di edifici dei secoli Sette e Ottocento, che si sono sviluppati attorno a una casa torre al centro di uno dei casali benedettini più antichi, con un grande brolo cinto da mura già nel Trecento.

Il Museo della Civiltà Rurale della Val Leogra espone una gamma diversificata di oltre 1200 oggetti, tra cui utensili e macchinari, che rappresentano l’intricatezza della vita rurale, le sue attività, i suoi saperi e le sue tradizioni. Offre ai visitatori uno sguardo su interessanti aspetti del recente passato che hanno caratterizzato la vita di molte famiglie che si dedicavano al lavoro nei campi, ai ritmi delle stagioni e delle attività lavorative, ai rapporti di vicinato e di parentela. Esplorando questo museo, si possono comprendere le differenze che si sono verificate nel nostro territorio quando l’economia rurale ha subito una significativa trasformazione in economia industriale.

l Museo della Seta e dell’Arte Laterizia, allestito a Palazzo Corielli, è dedicato alla conservazione della ricca storia delle attività economiche di Malo. La casa padronale, adiacente all’omonima filanda che ha operato fino al 1962, è diventata un rifugio sia per la trattura della seta che per la lavorazione dell’argilla. Questi due lavori stagionali impiegavano generi diversi: la trattura della seta era praticata soprattutto dalle donne e la lavorazione dell’argilla esclusivamente dagli uomini. L’impatto di entrambe le industrie è visibile nel paesaggio di Malo, che vanta ancora antichi filari di gelsi, fabbriche, sentieri di collegamento con le zone montane e chiari segni dell’estrazione dell’argilla locale. Il Museo testimonia l’eredità duratura di questi abili artigiani e il loro contributo alla comunità.

L’economia di Malo

L’economia del comune di Malo, nella provincia di Vicenza, è caratterizzata da una varietà di settori che contribuiscono alla prosperità e al benessere della comunità locale.

Uno dei settori più rilevanti dell’economia di Malo è l’industria manifatturiera. La città ha una lunga tradizione nel settore tessile e dell’abbigliamento, con la presenza di numerose aziende che producono tessuti di alta qualità. L’industria tessile di Malo è rinomata per la sua capacità di lavorare sia materiali naturali che sintetici, offrendo una vasta gamma di prodotti tessili innovativi.

Inoltre, l’industria della moda e del design è un’altra componente significativa dell’economia di Malo. Numerosi marchi e aziende di moda hanno sede nel comune, contribuendo alla creazione di occupazione e alla promozione del Made in Italy.

L’agricoltura riveste anche un ruolo importante nell’economia locale di Malo. Le terre fertili e il clima favorevole favoriscono la produzione di prodotti agricoli di alta qualità, come olio d’oliva, vino, frutta e verdura. Gli agricoltori locali si impegnano nella coltivazione di prodotti biologici e sostenibili, mantenendo vive le tradizioni agricole della regione.

Il turismo è un’altra risorsa economica per il comune di Malo. Grazie al suo ricco patrimonio storico e culturale, alla bellezza del paesaggio collinare circostante e alla sua posizione strategica tra le città di Vicenza e Bassano del Grappa, Malo attrae visitatori da tutto il mondo. L’industria turistica si sviluppa grazie alla presenza di strutture ricettive, ristoranti, negozi di souvenir e servizi turistici.

Infine, il settore dei servizi gioca un ruolo significativo nell’economia di Malo. Le attività commerciali locali, come negozi, bar, ristoranti e servizi professionali, contribuiscono alla vitalità economica della città e forniscono occupazione ai residenti.

Complessivamente, l’economia di Malo è caratterizzata da una diversificazione settoriale, con una combinazione di industria manifatturiera, agricoltura, turismo e servizi. Questa varietà economica contribuisce alla stabilità e al dinamismo del comune, garantendo opportunità di lavoro e una base economica solida per la comunità locale.